Mindfulness e Disturbo Ossessivo-Compulsivo

By 27 Ottobre 2019 Clinica

La mindfulness è efficace nel trattamento del Disturbo Ossessivo Compulsivo?

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è una patologia psichiatrica con un decorso spesso cronico e che può causare tantissime limitazioni se non trattata adeguatamente.

La Mindfulness

La mindfulness, è particolare modo di porre l’attenzione e di rapporti con i propri pensieri (non solo) che rappresenta una chiara antitesi a molti dei meccanismi e fenomeni ossessivi e, in tal senso, la sindrome ossessiva può essere definita come uno stato di grave mindlessness (Didonna F., 2008).

La caratteristica nucleare nel DOC è rappresentata da ricorrenti intrusioni cognitive (ossessioni) che generano un senso di allarme, di minaccia, uno stato di ansia. I comportamenti che vengono in seguito, messi in atto (le compulsioni) hanno lo scopo di ridurre questo stato di attivazione.

In particolare, la ruminazione ossessiva, sembra essere collegata a tre aspetti: perfezionismo (Bouchard Rheaume & Ladouceur, 1999); umore (Schwarz & Bless, 1991) e il senso di responsabilità ipertrofico (Rhèaume, Ladouceur, Freeston & Letarte, 1994).

Gli interventi basati sulla mindfulness sono una forma di addestramento mentale finalizzato a ridurre la vulnerabilità cognitiva alle modalità reattive della mente (es. ruminazione) (Didonna F., 2008).

I training di mindfulness (ad es., MBSR) costituiscono un intervento anti-ruminativo poiché addestrano i pazienti a favorire in essi uno spostamento dalla “modalità del fare” alla modalità dell’essere” (Segal e colleghi, 2002).

Ogni qual volta che la mente tende a vagare (mind-wandering) verso pensieri, emozioni, suoni, i contenuti della consapevolezza possono essere notati e la persona attiva l’intenzione di portare di nuovo gentilmente, ma in modo deciso, la consapevolezza al focus originario dell’attenzione.

Doc & Accettazione

Un altro problema collegato al DOC è l’accettazione. E’ particolarmente difficile, se non spesso impossibile, accettare diverse esperienze come: pensieri intrusivi o ossessivi, conseguenze temute o immaginate del non prevenire un danno o del fare cose in modo sbagliato, emozioni negative.

L’accettazione è una delle principali componenti degli approcci basati sulla mindfulness e viene definita come “un processo continuo attraverso il quale la persona esce da una prospettiva in cui vede i pensieri e le emozioni come realtà o cose che necessitano di esser cambiate e inizia ad accoglierli come venti interni che non hanno bisogni di alcuna modifica, evitando inutili sforzi per cambiare la loro frequenza o forma, specialmente quando fare questo causerebbe un danno psicologico” (Hayes e colleghi, 2009; Didonna, 2008).

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