5 Suggerimenti su come applicare la mindfulness per gestire la situazione

E’ inutile negarlo, la diffusione del virus nCOV-2019, meglio noto come Corona Virus, sta diventando una questione cruciale dal punto di vista di gestione sanitaria in Lombardia ma anche in Italia in generale, senza bisogno di citare la Cina e altri paesi.

A nessuno di noi piace l’idea di trovarsi in questa situazione e se potessimo esprimere un desiderio, vorremmo che questa storia del virus e delle procedure applicate per contenerlo fossero solamente un brutto sogno.

“MaM – Mindfulness a Milano” ha pensato di dare un piccolissimo contributo, mettendo giù qualche riga su come può esservi di aiuto la mindfulness nel gestire questa situazione.

1. I Pensieri non sono Fatti.

Sembra semplice dirlo, ma è complesso da metterlo in pratica: spesso agiamo ritenendo che un pensiero che arriva alla nostra mente sia una verità inconfutabile, qualcosa di fattuale e quindi vi reagiamo automaticamente, producendo emozioni, sensazioni fisiche, altri pensieri e infine anche comportamenti.

L’idea di poter essere contagiati in ogni momento, decidendo quindi di rinchiudersi in casa o l’idea di rimanere senza scorte di cibo e dover quindi svuotare gli scaffali dei supermercati sembrano essere delle reazioni automatiche a dei nostri pensieri. “Se esco, rischio di incontrare qualcuno che magari ha il virus e non lo sa” e decido di stare in casa.

Non vi stiamo suggerendo di sottovalutare la situazione e di non prendere le necessarie precauzioni ma di porre attenzione a come sia facile dare per scontato che tutto ciò che sentiamo e pensiamo sia fattuale, con il rischio di mettere in atto dei comportamenti che possono anche limitare il nostro benessere e la nostra serenità, amplificando una situazione già difficile.

Allo stesso modo, se ci sentiamo male, non chiamo immediatamente il centralino per chiedere il tampone o mi presento in pronto soccorso, questa sarebbe una reazione automatica a dei pensieri del tipo “Forse l’ho preso” “Se non agisco subito, mi verrà la polmonite” “Non mi conviene aspettare”.

2. Accettazione.

Accettare non significa rassegnarsi come molti di noi ritengono ma prendere atto della situazione e comportarsi di conseguenza. Quando vi è un dato di realtà che non ci piace, tendiamo ad ignorarlo o immaginarci degli scenari alternativi in cui non si è verificato o a chiederci di chi è stata la colpa ma la verità e la realtà sono lì proprio d’avanti ai nostri occhi e la cosa migliore che possiamo fare è accettarla e quindi agire di conseguenza.

Le palestre sono chiuse, così come i corsi a cui eravamo iscritti? Non possiamo cambiare la realtà ma possiamo cambiare il modo in cui ci rapportiamo con essa. Stare a casa, può anche diventare un’esperienza interessante e capovolgente, ci permette di stare più in contatto con noi stessi, di comprendere meglio le nostre esigenze, i nostri tempi, di prenderci cura di noi. Il rischio è quello di impigrirsi, attendendo che la situazione cambia, perché farlo? Possiamo accettare la situazione e adattarci, creando nuove routine ed equilibri. Per farlo però, è necessario prendere realmente atto della situazione

3. Fiducia.

La fiducia verso noi stessi e il segnale che il nostro corpo ci manda è una virtù importante. Significa sapersi fidare delle nostre percezioni, delle nostre sensazioni, rimanendo in ascolto e guardandole con curiosità, senza sospetto e senza paura. Se stai molto male e i sintomi non si riducono, avere fiducia significa saper aspettare qualche giorno per vedere come si evolve la situazione, senza reagire in modo impulsivo ed automatico ma alla fine fidarsi delle proprie percezioni e chiamare qualcuno per fare un controllo. Quindi non decido di farmi vedere sulla base di un automatismo immediato, mi fido delle mie percezioni e mi do il tempo per vederci più chiaro e alla fine posso decidere di onorarle.

4. Gentilezza.

Non serve a nulla guardare con disprezzo e con sospetto chi ha qualche sintomo di congestione nasale, già di per sé queste persone temeranno di poter essere guardate male o trattate con disprezzo.

Coltivare la gentilezza significa avere compassione, tolleranza dell’altro e quindi anche mostrare saggezza costruendo un atteggiamento che aiuta tutti noi nella gestione di questa situazione e che non complica ulteriormente le cose. Legittima anche gli altri a trattarci nello stesso modo.

5. Coltivare introspezione.

Stare tempo da soli, può anche essere un’occasione per ascoltarsi, comprendere quali sono le nostre esigenze. Soprattutto a Milano, dove tutti andiamo a 200 all’ora, rallentare può essere un esperimento interessante per noi stessi, per recuperare l’armonia che abbiamo smarrito.

La meditazione di consapevolezza, nota in lingua anglofona come Insight Meditation, è una meditazione volta a coltivare consapevolezza, a cambiare il modo in cui ci rapportiamo con gli eventi, con i nostri pensieri, con le nostre sensazioni fisiche e con le nostre emozioni.

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